Padre Rogger sul cammino di don Luigi Bolla fra gli Achuar

Il programma annuale di padre Rogger Valdivia Hidalgo, 35nne salesiano del Perù, è così articolato: un giorno di marcia nella foresta amazzonica per raggiungere un villaggio, tre giorni di presenza fra gli abitanti, ripartenza il giorno seguente per il villaggio successivo. In quelle tre lunghe giornate (ci si alza alle 3 del mattino da quelle parti) incontra i fedeli per la celebrazione eucaristica, i colloqui personali, le confessioni, la meditazione della Parola di Dio, le benedizioni.

Dal capo villaggio ascolta un resoconto dei fatti salienti accaduti dopo l’ultima visita. Percepisce su tutto gli effetti della vita fuori dalla foresta, nelle città che costituiscono un inquinamento e un depauperamento sociale non inferiore a quello causato dall’espansione industriale e dalla sottrazione di territorio alle comunità indigene. Molti lavorano per i trasporti di cemento, i giovani che tornano da un periodo più o meno lungo lontano dal villaggio hanno conosciuto l’uso degli stupefacenti. La ricaduta è fatta di una perdita di rispetto per le consuetudini originali della comunità, che si trova ad affrontare piccoli ma in realtà grandi problemi in quello spicchio di mondo come il furto di galline, di una scopetta o di un machete. Con l’espandersi dell’alcolismo con le ricadute per i minori: violenze, abbandoni, mancanza di alimenti da adulti che perdono il senso della realtà.

Padre Rogger carica sulle spalle del Signore gli sfoghi e le speranze di quelle famiglie, una sessantina, capaci di radunare fino a 500 persone: assolve, prega, sprona, benedice. Poi riparte, lo attendono altri 33 villaggi nella foresta. E così, intrecciando questa pastorale con gli altri impegni della congregazione salesiana, lungo l’anno riesce a visitare tutti i luoghi di questa parrocchia diffusa.

Se l’immersione nelle diverse realtà può essere umanamente faticosa, il percorso che compie attraverso di essa ha il privilegio di essere stato tracciato da un salesiano che lo ha preceduto nella dedizione a queste popolazioni con un vigore e una generosità infiniti: padre Luigi Bolla. Questo missionario italiano (Schio, 1932) scelse di entrare totalmente nella vita del popolo Achuar, condividendone l’identità e aiutandola a difendersi dall’invasione materiale e culturale di stampo mercantilistico. Oggi padre Luisi Bolla, deceduto nel 2013, è avviato al riconoscimento delle sue virtù eroiche dopo essere stato già proclamato “Servo di Dio”.

Nel 2009 padre Rogger conobbe padre Bolla in un incontro dei prenovizi e oggi il giovane salesiano è sempre accompagnato dal diacono Puanch Mukuin Mukuin che già faceva da interprete e da braccio destro del grande missionario.

Padre Rogger frequentava il Movimento giovanile salesiano e si sentì chiamato a un servizio più impegnativo. Nel 2011 l’attività estiva nel “campo” nei pressi del rio Pastaza, un grande fiume che attraversa Equador e Perù per unirsi al rio Marañón, affluente del Rio delle Amazzoni: “Mi piacque l’esperienza perché la gente vive semplicemente, senza energia elettrica, cellulare, Internet… Potevo comunicare perché parlavano spagnolo anche loro”. Là viveva la parte della popolazione (più di 600 persone) che aveva dovuto allontanarsi dalla località di Andoas a causa dell’intensa attività estrattiva, dando vita così ad Andoas Nuevos. “Nel gruppo del MGS c’è l’animazione missionaria. Vivendo da dentro questa attività, visitando le comunità, scoprii dentro di me una inquietudine che mi portò a offrirmi per il servizio fra gli Achuar”. Studiò teologia in Cile, divenne diacono; alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale manifestò ai superiori la volontà missionaria.

Il progetto al quale si attiene è quello tracciato da p. Bolla, fissato su tre figure chiave della pastorale: i diaconi permanenti (imiakratin, in lingua locale), gli animatori (etserin) e i catechisti (jintinkartin). A ciascuna di queste persone sono affidati compiti precisi. I diaconi sono coloro che hanno assimilato l’annuncio direttamente da padre Bolla e godono di grande rispetto; sono padri di famiglia e conoscono bene la lingua e la cultura. A dare continuità alla formazione religiosa nelle comunità sono gli animatori, uomini che vivono stabilmente nel villaggio, conoscono i problemi e sono attivi per dare risposte anche pratiche. A questi si aggiungono i catechisti, donne e uomini che si occupano primariamente dell’evangelizzazione dei giovani. Tutti insieme seguono il filo rosso del missionario. Il nome che padre Bolla si era guadagnato fra gli Achuar era “Yánkuam’ Jintia” (stella luminosa del cammino): un riconoscimento anticipato della sua santità, che ancora oggi alimenta la speranza di questo popolo. Il giovane padre Rogger, che cammina con i sandali nella foresta, ne segue fedelmente le orme.

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