
Un banco per il futuro
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Un banco per il futuro
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Dove l’infanzia si ferma troppo presto
Nel distretto di Kalaburagi, nello stato del Karnataka, l’infanzia ha spesso il volto della fatica. Qui, dove le piogge sono scarse e l’agricoltura dipende dal cielo più che dalla terra, oltre il 68% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà. Spesso, quando i raccolti risultano insufficienti, gli adulti migrano verso le città in cerca di lavoro stagionale. E, troppo spesso, nei campi lavorano anche i bambini. Chini sulle coltivazioni, occupati a badare al bestiame, nelle case a prendersi cura dei fratelli più piccoli: qui per molti minori l’infanzia si interrompe presto. La scuola è lontana – a volte fino a sette chilometri di cammino, le strutture sono carenti, l’abbandono scolastico frequente. È un ciclo che si ripete: genitori senza istruzione, figli senza istruzione. In questo contesto così fragile, nel 2002 i Figli di Don Bosco hanno avviato il progetto Don Bosco PYaR (Project for Young at Risk, Progetto per giovani a rischio): nel corso di questi anni, hanno salvato e accompagnato oltre 1.500 bambini lavoratori, ragazzi di strada e minori a rischio, offrendo accoglienza, istruzione e percorsi di reinserimento.
150 banchi per accogliere 300 bambini in più
Oggi a Kalaburagi cinque salesiani e un chierico animano una presenza viva e capillare: una casa di accoglienza per ex bambini lavoratori, programmi di tutela dei diritti dell’infanzia, formazione tecnica, cliniche mobili, scuole serali nei villaggi rurali, gruppi di auto-aiuto per le famiglie. Cinque anni fa, nel villaggio di Babalad, è nata anche una scuola formale: la Don Bosco School. Una risposta concreta al bisogno di un’educazione di qualità, in lingua inglese, accessibile ai bambini dei villaggi circostanti e delle periferie urbane. Attualmente la scuola accoglie oltre 600 alunni e con l’ampliamento recente – nuove classi, laboratorio, biblioteca e sala insegnanti, potrebbe arrivare a ospitarne più di 900. Ma c’è un ostacolo tanto semplice quanto decisivo: mancano i banchi. Le nuove aule sono state costruite, ma quello che ancora manca sono 150 banchi doppi con panche e 10 cattedre con sedie per gli insegnanti. Senza arredi, le classi non possono essere utilizzate, senza classi funzionanti, oltre 300 bambini – provenienti da villaggi rurali e baraccopoli urbane – rischiano di restare fuori dalla scuola o di farvi ritorno solo per poco tempo. L’obiettivo del progetto è semplice e potente: arredare 10 nuove aule per rendere pienamente operativa la scuola e garantire il diritto all’educazione, alla protezione e all’infanzia ai bambini più vulnerabili. In un territorio dove la povertà spinge fuori dalla scuola, ogni aula arredata è un argine contro il lavoro minorile e ogni banco è uno strumento concreto che spezza catena della povertà!
PAESE
AREA TEMATICA
BENEFICIARI
CODICE PROGETTO
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Contribuisci all’acquisto di una cattedra per la Don Bosco School40€
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Acquisti un doppio banco per i bambini della missione di Babalad 65€
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Sostieni un progetto concreto argine contro il lavoro minorile250€
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