Ricostruiamo l’opera di Tamatave distrutta dal ciclone

Ricostruiamo l’opera di Tamatave distrutta dal ciclone

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Emergenza

Una tempesta che ha devastato tutto

Il 10 febbraio l’intenso ciclone tropicale Gezani ha colpito con tutta la sua forza la costa orientale del Madagascar, in particolare 7 regioni e 29 distretti con un impatto diretto sulla città di Toamasina, anche conosciuta come Tamatave. Una tempesta con raffiche di vento fino a 250 chilometri orari che ha distrutto numerose abitazioni, causato 62 morti e 16.000 sfollati. Il centro meteorologico non esclude che l’impatto sulla zona possa essere tra i più intensi osservati nell’era satellitare in questa regione, alcuni esperti evocano un possibile paragone con il ciclone Geralda, che nel febbraio 1994 causò almeno 200 morti e quasi 500.000 sfollati.
Nel quartiere costiero di Ampanalana, il presidente del fokontany (la più piccola unità amministrativa di base in Madagascar corrispondente a un villaggio o quartiere) ha affermato che la zona è stata quasi completamente distrutta. Su circa 900 abitazioni censite, solo poche decine sono rimaste in piedi, principalmente quelle in muratura. La maggior parte delle case, spesso costruite in lamiera o foglie di ravinala, non hanno resistito alle raffiche di vento. Quando la seconda ondata del ciclone ha spazzato la città, la situazione è ulteriormente peggiorata. Molti abitanti, già privati del tetto dopo il primo passaggio, si sono ritrovati completamente esposti. Anche i centri di accoglienza di emergenza hanno subito danni, costringendo le famiglie a rimanere vicino alle loro case distrutte per cercare di salvare alcuni effetti personali.

Ricostruire per ripartire insieme

Nel report preparato dai salesiani si racconta che le richieste di aiuto si sono moltiplicate nel cuore della notte: “una madre si è rifugiata sotto un tavolo con il suo bambino mentre la sua casa veniva sventrata dal vento. Altri testimoniano di piani di case lasciati a cielo aperto e piani terra invasi dall’acqua in poche ore. Soccorritori sopraffatti, città immersa nel buio.” L’elettricità è stata interrotta all’inizio del pomeriggio, diverse ore prima dell’impatto massimo. La città è rimasta immersa nell’oscurità, complicando la valutazione precisa dei danni.
I Figli di Don Bosco sono arrivati a Tamatave dieci anni fa e qui hanno costruito la casa della comunità, una scuola di recupero per 140 giovani vulnerabili, una parrocchia, un centro giovanile e uno di promozione femminile. A causa del ciclone, secondo la testimonianza di padre Patrick, parroco della parrocchia che si trova sul posto, il 90% dei tetti delle nostre opere sono stati spazzati via dal ciclone. L’acqua è entrata all’interno della casa distruggendo attrezzature, il deposito degli alimenti e lo spazio per la mensa scolastica, alcuni alberi sono crollati.
I missionari ci chiedono un aiuto concreto per poter ricostruire buona parte della missione gravemente danneggiata, oltre a un sostegno per portare avanti gli aiuti alla comunità della zona. Vogliono riparare i tetti spazzati via, mettere in sicurezza gli edifici, ripristinare gli spazi della scuola, della mensa e della casa della comunità, luoghi preziosi per l’intera comunità. A nome dei salesiani di Tamatave, grazie già per il vostro aiuto e il vostro sostegno!

PAESE

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Madagascar – Tamatave

AREA TEMATICA

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Emergenza

BENEFICIARI

500 Famiglie sfollate

CODICE PROGETTO

27017
Codice Progetto 27017

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