
L’educazione diventa speranza
progetti / L’educazione diventa speranza

L’educazione diventa speranza
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Imparare un mestiere per uscire dal campo
Kakuma in swaili significa “nessun luogo”. Sorge nel cuore della contea di Turkana, nel nord del Kenya, ed è uno dei campi profughi più grandi al mondo. Qui, fra sabbia e polvere, sotto un sole cocente, hanno trovato accoglienza oltre 306.000 persone scappate da guerre, persecuzioni e carestie in cerca di sopravvivenza e stabilità dopo il trauma della fuga. Arrivano dal Sud Sudan, dalla Somalia, dall’Etiopia e dalla Repubblica Democratica del Congo: migliaia di donne, bambini e giovani che cercano non solo un rifugio, ma una possibilità di ricominciare con gli studi. Per tanti di loro il rischio è quello di rimanere intrappolati in una spirale di dipendenza dagli aiuti umanitari, senza strumenti per costruire una vita autonoma.
L’unica vera via d’uscita è acquisire competenze concrete: per questo motivo i missionari di Don Bosco, arrivati nel campo nel 2000, hanno costruito sette centri di formazione professionale, che offrono ogni anno a circa 3.500 ragazzi e ragazze corsi professionali in elettrotecnica, meccanica, falegnameria, sartoria, informatica, energie solari. Le loro opere non rappresentano solo un luogo in cui imparare un mestiere, ma anche uno spazio sicuro in cui elaborare traumi, ritrovare fiducia e sentirsi parte di una famiglia.
Un futuro a rischio
Oggi però la situazione è molto più critica. Il drammatico contesto geopolitico mondiale ha comportato la drastica riduzione dei finanziamenti dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), che ha sempre sostenuto le attività dei salesiani di Kakuma: la continuità dei corsi è in pericolo. Quando le risorse mancano, sono sempre i giovani più vulnerabili a pagarne il prezzo: meno docenti, meno attrezzature, meno possibilità – con il rischio di interrompere il percorso formativo ed esporsi a marginalizzazione, sfruttamento o matrimoni precoci. I missionari ci chiedono aiuto: con il tuo contributo possiamo garantire attrezzature per laboratori, stipendi per i docenti e kit didattici per ogni studente.Tu, puoi offrire a un giovane rifugiato gli strumenti per costruire una vita autonoma e dignitosa, una concreta prospettiva di futuro per cancellare il trauma della fuga e della guerra attraverso il riscatto del lavoro.
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