Quando arriva l’emergenza, i salesiani ci sono

Terremoti, alluvioni, distruzione. Nell’estate del 2026, in pochi mesi, Venezuela, Colombia, Indonesia e Nepal sono stati colpiti da gravi emergenze che hanno lasciato migliaia di persone senza casa, servizi essenziali e certezze per il futuro.

In contesti così drammatici, la presenza dei salesiani ha assunto ancora una volta un significato concreto: esserci, subito, accanto alle persone colpite. È questa una delle caratteristiche della presenza salesiana nel mondo: rimanere accanto alla popolazione , trasformare le proprie comunità in luoghi di accoglienza e soccorso. Scuole, oratori, parrocchie e centri di formazione diventano punti di riferimento per chi ha perso la propria casa, per le famiglie più vulnerabili e per i giovani che improvvisamente si ritrovano senza più nulla.

Quattro Paesi, quattro emergenze, un’unica risposta: esserci, insieme alle persone, proprio quando hanno più bisogno di non sentirsi sole.

Venezuela

Il 24 giugno la terra ha tremato, due scosse hanno colpito il nord del Paese con una violenza senza precedenti. Sono circa 59.000 gli edifici interessati, 250 sono crollati e circa 600 hanno gravi danni strutturali. Migliaia di famiglie nell’area metropolitana di Caracas e a La Guaira hanno perso una casa. Le opere salesiane sono diventate un punto di riferimento per le famiglie colpite e centri logistici dove smistare gli aiuti. I missionari hanno predisposto un piano di emergenza per fornire assistenza umanitaria alle famiglie vulnerabili e al personale delle scuole distribuendo beni di prima necessità, oltre a un sostegno economico di emergenza e un sostegno concreto alle quattro Case famiglia a Caracas e Carabobo con un’equipe di psicologi e assistenti sociali. Sono state raggiunte circa 4 mila persone, tra cui 774 bambini e bambine tra 0 e 17 anni e 229 anziani , con 508 kit alimentari e igienici, oltre 2.832 pasti, circa 3.960 litri di acqua, 200 kit educativi e 208 kit di medicinali. Diverse opere sono state danneggiate, fra cui la Casa del post-noviziato Domingo Savio di Los Teques e la Casa Don Bosco di Valencia, attiva dal 1984, è un centro che offre alla giovane assistenza alimentare, educativa, sanitaria e psicologica. Il recupero della Casa Don Bosco è particolarmente importante perché, oltre alle attività ordinarie, potrà continuare a svolgere un ruolo nella risposta all’emergenza.

Colombia

Il 10 agosto un forte terremoto ha colpito la regione occidentale, causando gravi danni a infrastrutture, abitazioni e servizi essenziali, fra cui dieci delle diciotto comunità salesiane, compromettendo le attività educative, pastorali e sociali di oltre 4.000 persone. A Buenaventura, una delle zone più colpite, Casa Bosconia ha subito importanti danni strutturali ed è stata costretta a sospendere parte delle proprie attività. Un’opera che offriva pasti quotidiani a circa 100 bambini e percorsi di formazione professionale a circa 200 donne, rappresentando un importante punto di riferimento per una popolazione segnata dalla povertà. Nella prima fase dell’emergenza, Casa Bosconia ha continuato a sostenere la comunità: sono stati riattivati i servizi alimentari per 120 minori, distribuiti aiuti a oltre 200 famiglie e alimenti, vestiti, materassi, kit igienici e scolastici, oltre a garantire attività ricreative e supporto psicosociale a bambini e adolescenti. Ora l’obiettivo è trasformare la Casa in “Casa Bosconia Resiliente”, uno spazio sicuro e funzionale capace di garantire continuità educativa, protezione dell’infanzia, sostegno alle donne e servizi essenziali alla comunità. Il progetto prevede di raggiungere 1.200 beneficiari diretti – 200 bambini, adolescenti e giovani, 700 donne e 300 persone in situazione di mobilità umana – oltre a circa 400 beneficiari indiretti.

Indonesia

Il 15 agosto il Paese è stata colpito da un forte terremoto di magnitudo 7,7 della scala Richter, che ha avuto il suo epicentro nella città di Mbay, nella reggenza di Nagekeo, sull’isola di Flores. Il bilancio delle vittime ha toccato i 100 morti e più di 1000 feriti. L’Agenzia per la Meteorologia, la Climatologia e la Geofisica ha continuato a registrare una serie di scosse di assestamento successive al terremoto principale, più di 100 di diversa intensità. Sull’isola di Flores, nella città di Labuan Bajo, è presente una comunità salesiana formata da tre membri: don Peter Tukan, Bonifacio Ony e il salesiano coadiutore Yulius. La comunità è rimasta al sicuro e, subito dopo il terremoto, ha accolto alcune persone del luogo che cercavano un posto sicuro dove ripararsi. «Sull’isola di Flores sono presenti anche numerosi altri sacerdoti, provenienti da Manggarai, Ngada, Nagakeo ed Ende – raccontano i salesiani – per molti di loro per diversi giorni è stato complesso mettersi in contatto con le proprie famiglie a causa dell’assenza di elettricità e delle difficoltà nelle comunicazioni telefoniche ».

Nepal

Il 26 agosto una devastante alluvione causata dalla piena improvvisa del fiume Bhote Koshi ha distrutto villaggi, strade e infrastrutture nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Chitwan, lasciando migliaia di persone senza casa e aumentando il rischio di malattie a causa della mancanza di acqua potabile e condizioni igieniche adeguate. Due studenti di una scuola salesiana hanno perso i propri genitori. Le comunità salesiane per fortuna non hanno subito danni diretti, per questo i salesiani sono riusciti ad intervenire fin dalle prime ore attraverso la Nepal Don Bosco Society, organizzando la raccolta e distribuzione di cibo e beni di prima necessità, coordinandosi con le autorità locali e valutando i bisogni delle popolazioni più vulnerabili. La risposta è resa particolarmente difficile dalla distruzione delle vie di comunicazione: i missionari sono riusciti a raggiungere Bidur, ma non hanno potuto proseguire verso Timure e Rasuwa a causa dell’innalzamento del fiume e del peggioramento delle strade. Successivamente si sono messi all’opera per preparare un piano di intervento a medio e lungo termine che, oltre all’emergenza, preveda la ricostruzione e il rilancio socioeconomico delle comunità colpite.

Tutto questo è stato possibile grazie alla generosità di chi ha scelto di sostenere le popolazioni colpite. Grazie a voi benefattori, la presenza salesiana può continuare a tradursi in gesti concreti: esserci quando tutto sembra perduto, offrire un aiuto nell’emergenza e accompagnare le comunità anche nel difficile cammino della ricostruzione. Perché dietro ogni intervento ci sono persone che, anche a migliaia di chilometri di distanza, hanno scelto di non lasciare sole altre persone.

RICEVI I NOSTRI MESSAGGI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
Questo campo è nascosto quando si visualizza il modulo
Consenso mail
Questo campo è nascosto quando si visualizza il modulo
Consenso generico