Nota come uno dei principali poli tecnologici ed economici dell’India contemporanea, Hyderabad vive una profonda contraddizione sociale: all’ombra dei grattacieli e dei distretti dell’innovazione si estendono decine di baraccopoli (cosiddetti slum), contesti urbani complessi in cui migliaia di famiglie affrontano quotidianamente condizioni di estrema povertà e precarietà igienico-sanitaria.
In questa realtà vulnerabile, l’infanzia è la fascia di popolazione più esposta ai rischi sociali. L’alto tasso di abbandono scolastico tra i minori che crescono negli slum è la conseguenza diretta di una necessità economica impellente: contribuire al reddito familiare. Spesso sono i genitori stessi a vedersi costretti a privilegiare il lavoro dei figli rispetto alla loro istruzione, alimentando inconsapevolmente un circolo vizioso di analfabetismo e povertà ed esponendo bambine e bambini a situazioni di grave pericolo e sfruttamento.
La casa salesiana Don Bosco Navajeevan (DBNJ) opera da anni sul territorio per contrastare questa emergenza sociale e offrire risposte concrete. Affiancati da un’équipe multidisciplinare composta da educatori, assistenti sociali e legali, i missionari sono presenti sul campo per garantire tutela, protezione e dignità agli abitanti di dieci baraccopoli cittadine.
Il progetto di attività socioeducative si è recentemente concluso con importanti risultati, realizzando un piano d’azione capillare e strutturato su differenti ambiti di intervento:
- in tutte e dieci le baraccopoli coinvolte sono state attivate 2 ore giornaliere di doposcuola pomeridiano, durante le quali i bambini hanno svolto i compiti, recuperato le difficoltà di apprendimento e ricevuto ogni giorno una merenda nutriente,
- attraverso attività oratoriane (due sabati al mese), campi estivi e laboratori su autostima e gestione delle emozioni, i minori hanno rafforzato le proprie abilità relazionali,
- un’infermiera ha visitato regolarmente i centri per controlli di base ed educazione alla salute. Inoltre, per 50 bambini identificati come particolarmente vulnerabili, sono stati distribuiti kit alimentari specifici contro malnutrizione e anemia,
- il progetto ha promosso la partecipazione attiva degli adulti e dei ragazzi attraverso la creazione del Parlamento dei bambini e degli adolescenti, del Comitato delle Madri e del Comitato di azione locale, oltre a eventi pubblici durante la Settimana dei Diritti per l’Infanzia.
Grazie al sostegno di tanti benefattori 300 minori hanno trovato nei centri educativi uno spazio sicuro, riducendo il rischio di abbandono scolastico, aumentando la motivazione allo studio, migliorando le competenze relazionali e trovando accesso regolare a cure e supporto nutrizionale per i più fragili. Il crescente coinvolgimento e l’alleanza educativa con le famiglie hanno aumentato il senso di responsabilità condivisa nella comunità ; questa rappresenta la base più solida per garantire che i benefici di questo intervento proseguano nel lungo periodo.
