Comunicato stampa del

Una nuova stagione di Missioni Don Bosco

Cambio d’abito per rimanere a servizio dei giovani più poveri nel mondo

Quando don Bosco dovette stabilire quale sarebbe stato l’abito dei suoi “monaci”, scelse il più comune per i preti del suo tempo, ma con l’espressa imposizione di doversene spogliare per stare a gomito a gomito con i ragazzi che giocavano a Valdocco. Diceva – e questo è diventata tradizione orale per i salesiani – di presentarsi “in maniche di camicia” per scendere nei cortili, tirare calci al pallone e dialogare anche su cose minute con gli ospiti dell’oratorio.

Su questa scia, anche la congregazione prese forma “con abiti civili”: descrizione e definizione dei ruoli in un linguaggio che aveva poco di religioso e la faceva risultare quale ente “laico” impegnato in un’opera educativa. Società invece di Ordine, Rettore invece di Padre, coadiutore invece di frate

Ancora oggi, per stabilire una Casa salesiana nel mondo, si tiene conto delle culture e delle sensibilità politiche del Paese dove si opera: i salesiani sono accettati – salvo la radicalizzazione dei governi – in veste di insegnanti, di educatori, di operatori sociali, lasciando che vivano la loro espressione religiosa purché essa non nuoccia o non sottragga nulla alla buona tradizione locale. È così che nel 2025 sono giunti con le loro missioni fino al (per noi) lontanissimo arcipelago di Vanuatu a nord-est dell’Australia.

Non stupisce pertanto che anche Missioni Don Bosco, la Procura missionaria che ha sede a Torino, abbia aggiornato la sua veste giuridica precisando di operare come Ente del Terzo Settore, secondo la recente Legge italiana.

Da questo mese, pertanto, la vecchia Onlus porta il nome di Missioni Don Bosco Valdocco ETS. Nulla cambia quanto a destinazione ultima del suo impegno (accoglienza, istruzione e formazione professionale ai giovani) e a modalità di rapporto con i benefattori italiani (attualmente sostenitori di 180 progetti di intervento in un anno).

Per ulteriori informazioni:   tel. 0113990101  e-mail: info@missionidonbosco.org


Segue una nota tecnica sul cambio di natura giuridica intervenuto.

Missioni Don Bosco – Procura Missionaria della Congregazione Salesiana – nata, come Onlus, a Torino nel 1991 per sostenere l’opera dei missionari salesiani che in 137 Paesi portano istruzione e formazione professionale ai giovani in difficoltà, diventa Ente del Terzo Settore iscritta al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per assicurare la piena trasparenza degli enti. Il passaggio da ONLUS a ETS non è soltanto un atto amministrativo, significa aderire a un quadro giuridico che valorizza la trasparenza e la rendicontazione.

Per Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi (LEGGE 6 giugno 2016, n.106).

L’educazione, la formazione e l’inclusione sociale dei giovani rientrano a pieno titolo tra le attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo Settore. Dalla prima partenza missionaria del 1875, l’impegno dei missionari di Don Bosco si fonda sull’attenzione alla persona: ogni bambino, ogni bambina, ogni giovane sostenuto è prima di tutto una persona, con bisogni, fragilità e talenti unici. Attraverso l’accompagnamento educativo e la presenza quotidiana Missioni Don Bosco affianca ciascuno bambino/a e ragazzo/a nel proprio percorso di crescita, offrendo strumenti concreti per costruire il proprio futuro.

L’iscrizione di Missioni Don Bosco Valdocco ETS al RUNTS consente, a chi sostiene la nostra missione attraverso le donazioni, di continuare a beneficiare di agevolazioni fiscali e di poter devolvere il proprio 5×1000.

Tutte le donazioni effettuate tramite sistemi di pagamento come: carta di credito, Paypal, Satispay, bonifico bancario, bollettino di conto corrente postale, assegno e vaglia postale godono di agevolazioni fiscali.

Per le persone fisiche: le erogazioni liberali in denaro o in natura per un importo non superiore a 30.000 € consentono una detrazione dell’imposta lorda pari al 30% della donazione effettuata (art. 83 co. 1 D.lgs. 117/2017). Le liberalità in denaro o in natura sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo. La parte eccedente può essere dedotta dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare (art. 83 c 2 D.lgs. 117/2017).

Per le imprese: le liberalità in denaro o in natura sono deducibili fino al 10% del reddito complessivo. La parte eccedente può essere dedotta dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare (art. 83 c 2 D.lgs. 117/2017) Inoltre, possono dedursi integralmente dal proprio reddito le erogazioni liberali in denaro specificamente destinate allo svolgimento e la promozione di attività di ricerca (art. 1, c 353 e segg., L 266/05 e DPCM attuativi).

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