Nel mese mariano il cuore di Don Bosco batte con forza per Maria Ausiliatrice, Madre e guida del cammino salesiano. Tutto, nella storia di Don Bosco, sembra partire da lei: dal sogno dei nove anni alla missione affidata ai giovani, fino alla costruzione della Basilica di Valdocco a Torino, voluta per dare una casa alla Madonna che lo aveva accompagnato fin dall’infanzia. Da quel luogo, simbolo di fede e di speranza, si è diffuso nel mondo un carisma capace ancora oggi di raggiungere i luoghi più fragili della terra.
È lì che continua a vivere il sogno di Don Bosco: nelle periferie delle grandi città, nei villaggi più remoti, nelle missioni dove i bambini hanno fame, i giovani cercano futuro e tante famiglie affrontano ogni giorno la fatica della sopravvivenza. In questi contesti, affidare un’intenzione di preghiera a Maria Ausiliatrice non è solo un gesto spirituale, ma un atto di amore che si traduce in sostegno concreto. Le Messe celebrate dai missionari salesiani portano infatti nel cuore dell’Eucaristia le richieste dei fedeli e, nello stesso tempo, contribuiscono a offrire pane, istruzione, cure e accoglienza a chi ne ha più bisogno.
Per Don Bosco era chiaro: “Ha fatto tutto Maria!”. E ancora oggi questa certezza illumina il cammino di tanti benefattori e amici delle missioni. Ogni preghiera affidata a Maria, ogni offerta unita a una Messa in missione, diventa una piccola risposta al grido dei più poveri. Diventa un pasto caldo per un bambino, un sostegno per una giovane madre, una possibilità di studio per un ragazzo che rischia di restare escluso, una presenza amica per chi si sente solo.
Nel mese di maggio, consacrato a Maria, affidiamole dunque le nostre intenzioni, i nostri cari, le nostre speranze. E lasciamo che, attraverso i missionari salesiani, la nostra preghiera continui a fare il bene lontano, là dove più serve. Un gesto per chiedere aiuto e donare aiuto, un gesto che risponde alle preghiere di tanti bambini, giovani e mamme svantaggiati.
