Ancora una guerra in Medio Oriente

Ancora una guerra in Medio Oriente

Icona Africa senza testo
Africa e Medio Oriente
Icona emergenza senza testo
Emergenza

Più di un Paese coinvolto

Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno avviato un’operazione militare in Iran, una guerra che in pochi giorni si è allargata in altri Paesi del Golfo. “Il Medio Oriente sta attraversando una nuova, drammatica fase emergenziale. Il conflitto coinvolge direttamente anche la Terra Santa e il Libano, colpendo duramente le popolazioni civili e chiamando le nostre opere, ancora una volta, a fare la propria parte”, ci scrive don Simon Zakerian, missionario salesiano, responsabile di tutta l’area medio orientale. In Terra Santa le scuole di Nazareth e Betlemme sono state chiuse e la popolazione è stata costretta a rifugiarsi. A Damasco in Siria la caduta di frammenti di razzi ha causato esplosioni nella zona di Jaramana, portando alla chiusura precauzionale del centro salesiano. In Libano i raid hanno colpito Beirut, la valle della Bekaa e diverse aree del nord e del sud. Si contano già numerose vittime, feriti e decine di migliaia di nuovi sfollati, che si aggiungono a una situazione umanitaria già precaria. Le attività delle due scuole, del Don Bosco Technique e degli Angeli della Pace, sono state sospese.

La risposta salesiana in Libano

Fin dalla prima ora i salesiani sono intervenuti tempestivamente per fornire prima accoglienza nelle case rimaste aperte, aiuto agli sfollati, a chi ha perso una casa, a chi cerca un posto sicuro. Come avvenuto durante la guerra del 2024, la casa salesiana di El Houssoun ha già accolto circa 116 sfollati, fra cui due neonati, una madre che ha appena partorito e dodici anziani. Molte di queste famiglie sono arrivate dopo un viaggio di 16 ore percorrendo 110 chilometri, a causa degli enormi ingorghi stradali causati dall’esodo di massa delle persone in fuga dai bombardamenti. Al momento questo gruppo comprende anche 45 bambini scappati durante la notte dalle regioni meridionali. Quasi tutti gli sfollati si ritrovano senza vestiti ed effetti personali in una località dove le temperature scendono fino a 3 gradi durante l’inverno. “Dobbiamo garantire le condizioni di base a tutte queste persone: vestiti pesanti, cibo, acqua ed è su questo che ci stiamo concentrando”, ci racconta Joe Attalla, direttore dell’opera di Don Bosco in Libano. Le famiglie sono arrivate al centro salesiano esauste e con pochissimi effetti personali, pertanto la priorità è stata garantire condizioni dignitose fin dall’inizio. “Le aule del centro sono state rapidamente trasformate in spazi accoglienti con materassi, coperte e kit di aiuti umanitari di base, ma abbiamo bisogno di aiuto. Gli sfollati necessitano di cibo, coperte, vestiti caldi e beni di prima necessità, soprattutto per i bambini e gli anziani”. Vogliamo aiutare immediatamente le persone sfollate, garantire supporto psicologico ai più fragili e dare supporto ai salesiani sul campo per poter affrontare questa ennesima emergenza nel miglior modo possibile. Grazie per quello che potrai fare, per una popolazione colpita ancora una volta da distruzione e dolore, aiutaci ora!

PAESE

Icona Africa senza testo
MEDIO ORIENTE

AREA TEMATICA

Icona emergenza senza testo
Emergenza

BENEFICIARI

La popolazione sfollata

CODICE PROGETTO

27023
Codice Progetto 27023

RICEVI I NOSTRI MESSAGGI

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
Questo campo è nascosto quando si visualizza il modulo
Consenso mail
Questo campo è nascosto quando si visualizza il modulo
Consenso generico