Comunicato stampa del

33° Concerto di Natale in Vaticano, 2025

Una scuola per Ngimbi e i suoi amici a Côte-Matève in Congo Brazaville

Il progetto di Missioni Don Bosco per l’istruzione primaria: speranza per tutto il quartiere della periferia di Pointe-Noire.

Invito alla conferenza stampa

Il racconto e l’appello di don Daniel Antúnez

Un tubo di gomma in mano a un ragazzo di Côte-Matève (Repubblica del Congo) diventa un cerchio, usando un tronchetto di legno per unirne le estremità. È un rifiuto, un oggetto rotto e abbandonato, prontamente conquistato per farne un trofeo o un gioco. Ma è anche qual cosa di più: uno strumento per attirare l’attenzione di chi guarda escatta la fotografia.

Per adesso Ngimbi ha in mano soltanto un oggetto recuperato fra l’immondizia: domani avrà penna e quaderni per costruire il suo futuro.

Lui rappresenta uno dei 350 bambini che saranno accolti nella scuola primaria che i missionari di Don Bosco vogliono costuire in uno dei quartieri periferici di Pointe-Noire, la capitale economica dellaRepubblica del Congo. Sì, perché Ngimbi è nato in un luogo con grandi potenzialità economiche, almeno sulla carta: la città si è sviluppata intorno a un porto molto dinamico che congiunge l’interno dell’Africa con il resto del mondo.

Gli ingenti investimenti finanziari hanno puntato su scambi commerciali e servizi logistici, che hanno fatto crescere la popolazione arrivata alla ricerca di un’occupazione a quasi un milione e mezzo di persone. Ma, come sempre, lo sviluppo affidato unicamente agli interessi di pochi, anche a Pointe-Noire determina marginalizzazioni, povertà, vulnerabilità. È così che i missionari salesiani si ritrovano a lavorare a pieno ritmo, portando il loro servizio fra le baracche abitate da famiglie poverissime e le strade piene di bambini sottratti ai percorsi scolastici, che diventano vittima di sfruttamento, delinquenza, violenza.

Ma adesso Ngimbi ha di fronte prospettive nuove: è bene che le guardi sì con il filtro della prudenza, ma anche con quello della curiosità. Mentre guarda, si fa guardare. A differenza dei suoi vicini sorridenti, appare un poco dubbioso, incerto, interrogativo. Gli sono state fatte in passato promesse non mantenute, ma ora percepisce che può superare la propria condizione di vulnerabilità.

Il futuro che gli è stato annunciato non prevede regali illusori ma il dono della scuola: sta a noi permettergli di attraversare quell’invisibile parete che lo separa dalla speranza, garantirgli che l’invito degli adulti è reale, assicurare continuità alla cura, sua e degli amici con i quali passa le giornate inventandosi passatempi e giocattoli con materiali di scarto. Con questo Concerto di Natale (che è un inno alla Bellezza e alla Speranza) possiamo essere davvero vicini a lui attraverso i missionari salesiani con una proposta carica di prospettive concrete.

Una volta di più, in questo tempo di Giubileo della Speranza, le melodie che ascolteremo all’Auditorium potranno risuonare nelle orecchie anche di Ngimbi e di tanti altri bambini e bambine insieme a lui là a Côte-Matève.

Grazie alla vostra generosità, grazie per credere alla Speranza, sempre.

don Daniel Antúnez

Presidente di Missioni Don Bosco

La conferenza stampa per presentare il Concerto di Natale in Vaticano 

si terrà sabato 13 alle ore 11,30 al Collegio Teutonico dentro il Vaticano, in via della Sacrestia

Per l’accesso occorre scrivere all’Ufficio Stampa del Concerto:

fpasquali@gmail.com

Se non potrete partecipare di persona, scriveteci per l’invio

della cartella stampa con i link ai materiali audio-video:

antonio.labanca@missionidonbosco.org

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