Kenya - Karare

Acqua potabile per le future maestre

 

Solo il 35,7% degli abitanti della regione ha l’accesso all’acqua potabile

La regione di Marsabit, un contesto di estrema aridità

Nella regione di Marsabit, la più grande del Kenya, la carenza idrica rappresenta una difficoltà insormontabile che condiziona negativamente tutta l’area. Le fonti naturali sono aride per la maggior parte dell’anno e per l’approvvigionamento idrico vengono usati principalmente pozzi di diverse tipologie, ove possibile, altrimenti serbatoi per la raccolta di acqua piovana - che però non sono sufficienti al fabbisogno della popolazione e inoltre provocano diarrea e scatenano epidemie di tifo.

Il lavoro delle FMA

Per descriverlo, ci affidiamo alle parole di don Felice Molino: “ Karare è praticamente un'isola nel deserto: situata ai margini di una piccola foresta, è popolata da una ottantina di elefanti. Le FMA mandano avanti una scuola superiore per le ragazze che vengono dal deserto - famiglie di pastori nomadi in cui per lo più i bambini vengono mandati a pascolare -. Il lavoro delle suore è quello di preparare le future insegnanti per queste zone immense ed immerse nel deserto dove vive tanta gente che conosce nella vita solo la coda del cammello o della capra. Dare dignità ed istruzione a queste ragazze è importantissimo. Le suore lo stanno facendo bene e con grande sacrificio.”

Il progetto

Continuiamo con le parole di don Felice: “Non c'è mai un momento in cui almeno una suora o una ragazza non sia ammalata di malaria o tifo. Non hanno acqua e nonostante le ragazze siano 200 devono arrangiarsi con l'acqua piovana che devono raccogliere goccia a goccia durante la stagione delle piogge. Non hanno un impianto di depurazione e quindi fanno bollire la poca acqua che bevono e per il resto si devono affidare alla fortuna“. Per questo motivo le FMA di Karare ci chiedono attraverso don Molino di aiutarle a finanziare un impianto elettrico alimentato da pannelli solari che serviranno anche a scaldare l’acqua (nel deserto al mattino e alla sera fa molto freddo) e un sistema di clorazione per la potabilizzazione dell’acqua che permetterebbe di eliminare le malattie che affliggono allieve e missionarie.

Il budget

Il sistema elettrico alimentato da pannelli solari che consentono anche il riscaldamento dell’acqua costa 4.300 €, l’impianto di potabilizzazione costa 1.600 €. Le missionarie chiedono anche un contributo per l’acquisto di un freezer che consiste in 2.100 €. “Non so se e quanto possiate fare, ma in ogni caso vi sono davvero tanto riconoscente per tutto quello che già avete fatto e che certo ancora farete”, don Felice Molino, missionario salesiano in Kenya, portavoce delle FMA di Karare.

Codice progetto 22089


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