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S. Alfonso Maria nacque a Napoli il 27 settembre 1696 da una nobile famiglia. Primogenito di otto figli, ricevette un’accurata istruzione: in casa studiò grammatica, armonia, composizione e pittura con i più grandi maestri dell’epoca. A dodici anni iniziò a frequentare la facoltà di diritto a Napoli, e a sedici ottenne il titolo di dottore. A diciannove anni iniziò l’esercizio professionale dell’avvocatura, dandosi un codice deontologico molto rigoroso. Nel 1723 decise di abbracciare la vita sacerdotale e si dedicò allo studio della teologia. Fu ordinato sacerdote nel 1726 e, mentre si preparava per un impegno missionario in Oriente, rivolse la sua attività agli abitanti dei quartieri più poveri di Napoli. Nel 1730 ebbe modo di conoscere il profondo abbandono umano e religioso in cui vivevano i pastori delle montagne di Amalfi e successivamente fondò la congregazione del SS. Redentore. Il periodo che va dal 1743 al 1758 fu senza dubbio il più significativo della sua attività letteraria: Alfonso Maria scriveva per gli analfabeti, ed i suoi testi sono i soli che in quel tempo si potevano leggere al popolo nelle chiese. Creò una lingua popolare scritta semplice come la sua parola. Persino la sua opera maggiore, Teologia morale, ha come punto di riferimento i bisogni delle classi più umili della società napoletana del tempo. Nel 1726 fu nominato Vescovo di S. Agata ed esercitò il ministero episcopale per 13 anni, di cui ben nove trascorsi a letto. Nel 1775 ottenne di ritornare tra i suoi, nella casa redentorista di Pagani, dove morì il 1° agosto 1787.
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