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La vita di S. Fabio si svolge all’epoca della tetrarchia, e quindi intorno al III secolo. Egli era un giovane ufficiale dell’esercito romano di stanza a Cesarea di Mauritania (l’attuale Chercel in Algeria), incaricato di portare le insegne del governatore. In occasione di un’assemblea generale dei deputati e dei notabili della provincia, S. Fabio si sarebbe rifiutato di portare le insegne che erano ornate delle immagini degli imperatori. Incarcerato e sottoposto a due interrogatori, il Santo non avrebbe desistito dal proposito, per cui sarebbe stato condannato alla decapitazione. La seconda parte della Passione relativa alla sua vita racconta il prodigio del rinvenimento del corpo di Fabio: il governatore avrebbe ordinato di gettare in mare, separati e a grande distanza, avvolti in una rete e con pietre, il corpo e la testa del santo per non dare ai Cristiani le reliquie di un martire. Ma la testa e il corpo di Fabio, miracolosamente ricomposti, approdarono a Cartenna (Tenes, Algeria) dove furono riconosciuti e conservati.
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