|
L’esistenza storica della Santa martire Cristina è fuori discussione. E’ però incerto se si tratti di una santa italiana o orientale. Dai monumenti archeologici scoperti nell’Ottocento, emerge che a Bolsena, fin dal IV secolo, era venerata una Cristina e attorno al suo sepolcro si sviluppò un cimitero. La sua Passio è molto tardiva e, per il contenuto favoloso, rientra nel novero delle leggende agiografiche il cui valore storico è quasi nullo. Secondo tale Passio Cristina, figlia dell’ufficiale Urbano, era molto bella e per questo desiderata da molti come sposa. Per questo motivo il padre la rinchiuse, insieme con dodici serve, in una torre, nella quale erano poste anche delle statue degli dei. Cristina, però, essendo cristiana, non voleva sacrificare agli dei; venne dunque denunciata al padre. Nonostante i tentativi del genitore per convincerla Cristina, dopo una visione angelica, spezzò le statue degli idoli e distribuì i preziosi frammenti ai poveri. Il padre, pertanto, la fece flagellare e rinchiudere in carcere. Riuscito vano ogni tentativo di persuaderla, Urbano consegnò la figlia al proprio tribunale, dove la fecero torturare. Ricondotta in carcere, Cristina venne consolata e guarita da tre angeli. Fu infine gettata in mare con una pietra al collo, ma ancora una volta venne salvata per intervento angelico. Nel frattempo il padre venne punito da Dio con la morte. Ancora interrogata e torturata da altri giudici, venne nuovamente flagellata, posta prima su una graticola e poi entro una fornace ardente, quindi esposta al morso di serpenti velenosi, privata delle mammelle ed infine uccisa trapassata da due lance.
|