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Nato probabilmente a Tarso, in Cilicia (oggi regione della Turchia meridionale) verso il 3 d.C., Paolo era di famiglia ebrea della tribù di Beniamino, fariseo e cittadino romano. Fu istruito nella Legge dagli ebrei di Gerusalemme e specialmente da Gamaliele. Uomo dal carattere focoso e irruente, in buona fede partecipò al primo scontro tra ebrei e cristiani nei primi anni di vita della Chiesa. La tradizione lo riconosce in quel Saul che, secondo gli Atti degli Apostoli, assistette alla lapidazione di S. Stefano. Si mise al servizio delle autorità religiose ebraiche per sopprimere la setta pericolosa dei discepoli di Cristo. Sulla strada di Damasco fu miracolosamente convertito dal Signore Gesù che lo trasformò nel più sincero ed ardente apostolo del Vangelo. Dopo numerosi viaggi e dopo aver scritto numerose lettere ai cristiani di diverse città, fu arrestato dalle autorità romane ed essendosi appellato all’imperatore fu tradotto a Roma per subire il giudizio che gli spettava come cittadino romano. Nel 67 d.C. fu martirizzato mediante la decapitazione a Roma, sulla via Ostiense, ad aquas salvias, nel luogo in cui oggi sorge la chiesa delle Tre Fontane.
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