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Nobile, divenuto monaco, S. Guglielmo decise di recarsi in Palestina. Lungo il cammino si fermò in Irpinia dove fondò la Congregazione Benedettina di Montevergine. Sentendo il bisogno di solitudine, nominò il suo successore nella Congregazione, che abbandonò successivamente per poi fondare altri monasteri, fra cui quello di San Salvatore, diviso in due parti destinate rispettivamente ai religiosi e alle religiose. La sua opera infaticabile lo portò ancora più lontano, verso Rocca San Felice e Foggia. L'ideale di vita ascetica da lui proposto, sostanzialmente legato alla Regola benedettina, faceva parte del movimento spirituale che cercava una Regola più pura e dava maggior spazio alla preghiera ed alla contemplazione.
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