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S. Guglielmo era probabilmente figlio di nobili vercellesi. Divenuto monaco a quindici anni, dopo un pellegrinaggio a Santiago di Compostela decise di raggiungere la Palestina, ma nel corso del viaggio, presso Oria, vicino a Brindisi, incappò in un gruppo di banditi che, delusi dai suoi pochi averi, lo aggredirono con brutalità. Così Guglielmo decise di rinunciare al viaggio e si ritirò a Montevergine, nel gruppo appenninico del Partenio, presso Avellino. Qui fondò la Congregazione Benedettina di Montevergine, divenendone l'Abate. Desideroso di un periodo di solitudine, nominò il suo successore, il futuro beato Alberto, e si ritirò sul monte Cognato in Lucania, dove nacque una nuova comunità. Quindi Guglielmo si ritirò nuovamente a Goleto (Avellino) dove visse per un anno in una cella ricavata nella cavità di un albero, fondando il monastero di San Salvatore dove morì poco dopo.
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