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S. Paolino nacque a Burdigala (Bordeaux), in Gallia, da ricca famiglia senatoriale cristiana nel 355. Avviato agli studi nella stessa città, fu discepolo dell’illustre poeta pagano Ausonio. Nel 381 lo troviamo governatore della Campania ed a questa data risalgono i suoi primi contatti con Nola ed il culto per il martire S. Felice. Terminato l’ufficio di governatore nel 384 tornò in patria, facendo sosta a Milano, dove conobbe Ambrogio dal quale ricevette molti stimoli di fede. A Bordeaux, infatti, ricevette il battesimo dal vescovo Delfino. In seguito lasciò la Gallia per la Spagna dove sposò Therasia, dalla quale ebbe il figlio Celso che morì ad appena otto giorni dalla nascita. Anche a seguito di questa dolorosa esperienza, Paolino si convertì alla humilitas e paupertas cristiane. Intorno al 393, venduto il suo patrimonio, diede vita alla sua nuova vita monastica ed un anno più tardi, nel giorno di Natale, fu ordinato presbitero di Barcellona. Il suo sogno di trasferirsi a Nola, presso la tomba di S. Felice, divenne realtà nel 395 e vi si stabilì con la moglie, dando vita ad una piccola comunità di asceti. Nel I decennio del secolo V fu consacrato Vescovo di Nola. Gregorio Magno nei suoi Dialoghi narra che Paolino si offrì prigioniero volontario dei Vandali in sostituzione di un giovane e visse da schiavo finché, riconosciuto vescovo, non fu liberato. La figura di Paolino emerge in occasione dello scisma successivo alla morte di Papa Zosimo per dirimere la contesa tra i due pretendenti e tra i partiti pelagiano e antipelagiano che li appoggiavano. La malattia e la morte ci sono raccontate da Uranius: assistito da due vescovi delle Chiese vicine e convocato il clero nella sua stanza, morì il mattino del 22 giugno 431.
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