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Già cinque anni dopo la morte di S. Romualdo la Sede Apostolica aveva dato licenza che fosse costruito un altare sopra le sue spoglie. Il corpo del Santo rimase nell’Abbazia di Valdicastro fino al 1480, quando fu trafugato da due monaci di S. Apollinare in Classe e portate a Jesi. L’anno successivo le sue ossa furono definitivamente affidate alla Chiesa di S. Biagio in Fabriano dove tuttora vengono venerate.
La fama e la devozione per il Santo si svilupparono soprattutto nelle località dove sorsero i monasteri Camaldolesi, a partire dal Ravennate. L'Umbria, le Marche e la penisola dell’Istria sono le zone in cui è tuttora più vivo il culto.
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