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Abate e fondatore dell’Ordine dei Camaldolesi, S. Romualdo visse tra il 951 e il 1027. Nacque a Ravenna dalla famiglia ducale degli Onesti e in gioventù vide il padre commettere un crimine. L’episodio lo traumatizzò al punto che, per espiarlo, si fece monaco nell’abbazia benedettina di Classe, presso la sua città natale. Nel 996 fu eletto abate del monastero, ma nel 999 rinunciò alla carica e da allora condusse vita nomade nell’Italia centrale, settentrionale e nella zona dei Pirenei, fondando eremitaggi e monasteri. Il più celebre di questi ultimi, che esiste ancor oggi, è quello di Camaldoli, presso Arezzo, fondato nel 1009. I benedettini camaldolesi uniscono la vita eremitica di tipo orientale al monachesimo cenobitico dell’Occidente. Romualdo tentò ripetutamente di iniziare un’attività missionaria fra gli slavi, ma senza riuscirvi. Morì il 19 giugno del 1027 a Valdicastro, presso Camaldoli. La sua salma incorrotta fu successivamente trasferita a Fabriano.
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