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Di S. Nicola, eremita e pellegrino di origine greca, non si sa molto. Il suo primo agiografo, molto informato, scrive di apprendere le notizie sul periodo greco della vita del santo da un monaco di nome Bartolomeo, che le avrebbe apprese dal santo stesso. Proveniente da S. Luca di Stiro, attuale Osios Laucas, Nicola vive da giovane in questo celebre monastero bizantino eretto sulla tomba dell’eremita Luca lo Stiriota. La prima Vita di S. Nicola si deve ad un anonimo amico del Santo ed evidenzia il suo ideale ascetico: ha il suo centro nel periodo greco della vita di Nicola, nelle difficoltà vissute in una famiglia possessiva che non gli consente di seguire liberamente il suo desiderio di vita eremitica, costringendolo in un monastero da cui fugge per non subire le umiliazioni di monaci violenti e malvagi. L’agiografia scritta da Afelderio, diacono di Trani, che riguarda l’opera di S. Nicola in Puglia, pone in primo piano l’amore per i fanciulli da parte del giovane pellegrino greco, e il fascino che il medesimo esercita per la sua morigeratezza, la frugalità e la sua autenticità spirituale. Il testo scritto da Amando di Trani è ricco di descrizioni di miracoli compiuti dal santo: sette operati in favore di singoli fedeli e quattro compiuti a favore di gruppi di persone, prevalentemente marinai. Dopo essere vissuto tra Otranto e Taranto, S. Nicola si sposta a Trani, dove muore quindici giorni dopo l’ultimo trasferimento, avvenuto nel 1094.
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