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Nata nel 1837 a Mornese – nella diocesi di Acqui – S. Maria Mazzarello, la cui famiglia viveva in condizioni assai modeste, trascorse una devota infanzia aiutando i genitori nel lavoro dei campi.
Nel 1855 il suo maestro spirituale Don Pestarino fondò l’Associazione “Figlie dell’Immacolata” e Maria entrò a farvi parte come la più giovane delle sue partecipanti. Nel 1860 vi fu una grande epidemia di tifo, la Santa contrasse la malattia mentre assisteva i suoi zii; guarì, ma poté alzarsi solo dopo 52 giorni di letto. Indebolita da quel male, decise di imparare il lavoro di sarta in modo da poter aprire un piccolo laboratorio per le ragazze di Mornese.
Nel 1867, dopo l’apertura del laboratorio di sartoria, di un ospizio e di un oratorio, Maria lasciò la famiglia e si trasferì nella “Casa dell’Immacolata” dove venne eletta Superiora della piccola comunità.
Nel 1872, alla presenza di S. Giovanni Bosco, ricevette, insieme ad altre 14 ragazze, l’abito religioso.
Da lì a poco nacque l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e Suor Maria Mazzarello, cofondatrice insieme a Don Bosco, ne divenne Superiora col titolo di Vicaria.
Benché malata, la Santa viaggiò anche all’estero e fondò altre case salesiane.
Infine, nel 1881, stremata dalla malattia e dalle fatiche, morì.
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