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Il più autorevole documento sulla vita e il martirio di S. Nereo è l’epigrafe marmorea posta da Papa Damaso (366-384) sulla sua tomba sulla via Ardeatina. Nereo viene definito soldato addetto al tribunale di un tyrannus e incaricato delle torture e delle esecuzioni capitali. Per una prodigiosa ed improvvisa conversione, probabilmente perché colpito dalla forza e dalla costanza dei cristiani torturati, diserta l’accampamento, gettando via scudo, lancia e decorazioni militari. Per questo viene, a sua volta, condannato al supplizio. Che si tratti di un vero soldato è chiaramente indicato dalle armi e decorazioni che egli abbandona dopo la conversione. L’epoca più probabile per il martirio di Nereo è la fine del III secolo, durante la grande persecuzione di Diocleziano.
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