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Nel 303 l’Imperatore Diocleziano firmò tre editti contro i Cristiani, uno dei quali ordinava ai soldati che militavano nell’esercito romano di prestar ossequio alle divinità nazionali, pena l’espulsione dall’esercito e la condanna a morte.
S. Acacio fu denunziato come cristiano, e poichè rifiutò di obbedire all’ordine imposto e risolutamente non volle tradire la fede nella quale era cresciuto, fu torturato, degradato e decapitato a Bisanzio. Quando nel 330 Bisanzio divenne seconda capitale dell’impero col nome di Costantinopoli, S. Acacio, la cui tomba nel frattempo veniva venerata da molti fedeli, divenne il protettore privilegiato della nuova capitale.
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