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Vissuto intorno all’anno 300, S. Acacio era centurione dell’armata di Cappadocia di stanza in Tracia. Accusato dal tribuno Flavio Fermo di essere cristiano, venne affidato al giudizio del funzionario imperiale Bibiano. Costui, dopo averlo sottoposto ad atroci torture, quali la distorsione dei piedi e la flagellazione, lo rinviò con una lettera al proconsole Flaccino.
Questi, letti gli atti inviati da Bibiano, fece immediatamente decapitare Acacio, mentre nei suoi confronti si pronunciava l’ingiuriosa formula della degradazione militare.
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