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La breve vita di Nunzio Sulprizio, giovane fabbro pescarese, fu segnata dal dolore e dalla sfortuna.
Eppure, nonostante il dramma della prematura perdita di entrambi i genitori e poi della nonna materna, e nonostante a soli 13 anni fosse stato colpito da una invalidante e dolorosa tubercolosi ossea, Nunzio sopportò il deperimento, il dolore e la sua sventura con le virtù del sorriso e della preghiera. Fu così che la via della sofferenza divenne per lui la via della gloria. Nunzio divenne, infatti, un encomiabile modello di umiltà e di rassegnazione di fronte all’imperscrutabile destino della vita.
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