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La Beata Jutta (in italiano Giuditta) nacque nei pressi di Sangerhausen in Turingia, verso gli inizi del XIII secolo. La sua vita si può così riassumere: sin dalla prima fanciullezza Jutta fu favorita da speciali grazie divine poi, illuminata da una visione straordinaria, scelse la vita matrimoniale, divenendo sposa esemplare di un cavaliere al seguito del langravio Enrico di Raspe. Purtroppo dopo qualche anno il marito morì durante un pellegrinaggio in Terra Santa. Rimasta vedova, poté occuparsi con maggiore zelo della preghiera e soprattutto alla cura dei lebbrosi, attività cui si dedicò totalmente. La missione di Jutta nella Prussia Orientale, che allora era da poco feudo dell’Ordine Teutonico, prese un particolare interesse storico-culturale: qui infatti si sacrificò nella solitudine e nella preghiera per quelle popolazioni da poco convertite, confortando e assistendo i neofiti, curandoli anche nelle malattie più ripugnanti. È un po’ incerta la data della morte della Beata, avvenuta presumibilmente a Kulmsee (Prussia) il 6 maggio 1255, vigilia dell’Ascensione.
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