La biografia del “Liber pontificalis” attribuisce a S. Alessandro l’istituzione di pratiche cultuali quali l’inserzione del “qui pridie” nella liturgia e la creazione del rito di benedizione delle case con acqua e sale. Ciò secondo la logica di legittimare, con l’autorità e il prestigio derivanti dall’antichità, gli istituti ecclesiastici e le forme della celebrazione.