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Vir sanctissimus, genere Anglus come di lui si legge nell’anonima Vita coeva, S. Filippo aveva abbandonato la patria per recarsi in pellegrinaggio a Roma, dove ricevette la sacra ordinazione e dimorò a lungo prima di andare a stabilirsi nel Palatinato Renano, sotto il regno di Pipino il Breve (751-768). Dopo essersi fermato a Worms, si ritirò da eremita sul monte Oslin, dove si costruì una cella ed una chiesa che dedicò a S. Michele. Ebbe a discepolo un giovane prete di nome Horskulf, che si era unito a lui nel servizio a Dio, dividendo la solitudine ed aiutandolo a coltivare la terra per il comune sostentamento. Filippo fu sorpreso dalla morte intorno al 770, durante un’assenza del discepolo. Si narra che, tornando questi da un viaggio, trovò il suo venerato maestro già deposto nella bara. In lacrime, allora, lo supplicò di dargli quella benedizione che non aveva potuto ricevere prima di partire. Levatosi a sedere, il Santo parlò al suo discepolo, lo benedisse e gli raccomandò di avere sempre cura di quel luogo.
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