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Marcellino fu Papa della Chiesa cattolica che lo venera come Santo. Il pontificato di Marcellino iniziò all'epoca in cui Diocleziano era imperatore a Roma, ma non aveva ancora iniziato a perseguitare i cristiani. Questi lasciò la cristianità abbastanza libera e così gli appartenenti alla chiesa crebbero. Cesare Galerio portò il movimento pagano allo scontro con la cristianità nell'anno 302. Inizialmente i soldati cristiani dovettero lasciare l'esercito, in seguito le proprietà della chiesa vennero confiscate e i libri cristiani vennero distrutti. Dopo due incendi nel palazzo di Diocleziano, egli prese misure drastiche contro i cristiani: essi dovettero scegliere tra abbandonare la loro religione o venire condannati a morte. Il Liber Pontificalis, che si basa sugli Atti di san Marcellino, dei quali si è perso il testo, narra che durante la persecuzione di Diocleziano, Marcellino venne chiamato per compiere un sacrificio, e offrì incenso agli idoli, ma che, pentendosi poco dopo, confessò la fede in Cristo e soffrì il martirio assieme a molti compagni. Altri documenti parlano della sua defezione, ed è probabilmente questa sua mancanza che spiega il silenzio degli antichi calendari liturgici.
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