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Attone di Pistoia nacque forse in Toscana fra il 1070 e il 1080. Entrato nel monastero di Vallombrosa, divenne abate della congregazione. In questa veste scrisse una lettera ad Onorio II nel 1125 in cui chiedeva perdono per i fiorentini scomunicati dal Papa per la distruzione di Fiesole. Eletto vescovo di Pistoia nel 1133 interpretò il suo ruolo con autorità e fermezza. Nel 1138 scomunicò i consoli pistoiesi rei di aver tentato di estendere il proprio controllo ai beni ecclesiastici. Nel 1143 intervenne nel conflitto tra Pisa e Lucca ottenendo la cessazione delle ostilità. In questi anni dovette affrontare anche le tensioni interne alla sua diocesi. Preso dallo sconforto, chiese ad Innocenzo II di essere sollevato dalla sua carica, ma il pontefice gli confermò la fiducia ed intervenne decisamente per richiamare all’obbedienza il clero pratese. Morì nel 1153. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa, oggi non più esistente, di S. Maria in Corte, dove rimase fino al 1337 quando, riportato intatto alla luce, venne traslato nella cattedrale.
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