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Umberto era portato per la vita ascetica e penitente, ma le circostanze lo costrinsero ad alternare la vita contemplativa di sua elezione alla vita attiva impostagli dalle cure del governo e dalle continue guerre. Fedele alla Chiesa e all’Impero, e fautore del governo accentrato, visse come un signore feudale e mantenne buoni rapporti con la Lega Lombarda. Pur desideroso di mantenersi in accordo con tutti i potenti dell’epoca, finì per doversi scontrare con la maggior parte di loro. In quel mondo di grandi ideali e di non meno fieri contrasti, Umberto dette sempre prova di un’altissima dirittura morale, del più puro ascetismo secondo la più rigida regola cistercense, di grande equilibrio politico e di cura per i sudditi di ogni condizione.
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