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Nato nel castello di Avigliana presso Torino verso il 1136 da Amedeo III conte di Savoia e da Matilde di Albon, Umberto III di Savoia cominciò a reggere lo stato nel 1147, durante l’assenza del padre, partito per la seconda crociata. Quando questi morì a Cipro nel 1148, Umberto gli succedette rimanendo, perché minorenne, sotto la tutela del vescovo di Losanna, il beato Amedeo di Hauterive. Nella lotta tra il Papa Alessandro III e Federico Barbarossa, Umberto sostenne il Papa per difendere i propri interessi territoriali e giurisdizionali dai Vescovi di Torino, Aosta e Belley, il cui espansionismo era incoraggiato dal Barbarossa. Lottò contro Manfredi I, marchese di Saluzzo, costringendolo a riconoscersi dipendente dai conti di Savoia. Al Barbarossa si accostò in occasione della pace di Costanza nel 1158, sostenendolo nelle lotte contro i comuni. In seguito assunse un atteggiamento ostile all’imperatore, a causa del quale Enrico, figlio del Barbarossa, invase le terre di Umberto, dichiarandole confiscate, e mise il conte al bando dell’Impero, distruggendogli il castello di Avigliana e costringendolo a trincerarsi, in difesa passiva, nei suoi territori alpini (1187). Umberto aveva contratto quattro matrimoni per ragioni dinastiche e solo l’ultima moglie, Beatrice, gli diede l’erede maschile, Tommaso I. In tarda età si ritirò nell’abbazia cistercense di Haute Combe dove, dopo aver preso l’abito religioso, morì nel 1189.
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