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La vita di S. Cunegonda fu un mirabile esempio di virtù: carità, umiltà e mortificazione la caratterizzarono in molteplici momenti della sua esistenza. Nella Vita e nella Bolla pontificia si legge che fu oggetto di una grande calunnia di infedeltà coniugale ed Enrico, per provarne l'innocenza, volle sottoporla alla prova del fuoco. Cunegonda accettò e, a piedi nudi, passò indenne sopra vomeri infuocati. L'Imperatore allora chiese perdono alla sposa per aver creduto agli accusatori e da quel momento dimostrò grande stima e piena fiducia nella sua virtù. Non sappiamo tuttavia quanta validità storica abbia questo episodio.
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