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Durante la dominazione vandalica, i cristiani che vivevano in Africa, dovettero subire le atroci persecuzioni del re Unnerico, che esiliò trecento vescovi, fece uccidere circa cinquemila ecclesiastici, profanò un gran numero di chiese e martirizzò più di quattrocentomila cristiani fra cui San Liberato medico eccellente che per la sua fede cristiana fu costretto a subire atroce martirio. Costretto in un primo momento all’esilio, visto che l’editto ordinava la separazione dei figli da loro genitori per essere istruiti all’Arianesimo, Liberato in seguito venne sottoposto a varie torture. In questo periodo una figura importante della sua vita fu la moglie che lo supportò e lo consolò proprio nel momento in cui Liberato stava per accettare l’Arianesimo. I due coniugi furono separati; la moglie fu imprigionata in un luogo diverso da quello del marito. Gli eretici, disperando di pervertire i generosi confessori di Gesù Cristo, riferirono alla donna che il marito aveva ubbidito al comandamento del suo re. Turbata da questa notizia, condita di apparenti verità, la donna chiese di essere condotta dal marito, e quando lo vide carico di catene iniziò i suoi rimproveri. Quando Liberato, si accorse dell’inganno degli Eretici, cercò di distoglierla. Liberato e sua moglie avendo fatto trionfare la fede di Gesù Cristo dinanzi al tiranno, furono condannati a perdere la vita fra i più crudeli supplizi con molti altri confessori di Gesù.
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