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Nato verso il 520, Costantino ascese al trono di Cornovaglia nel 537 dopo la morte di suo padre Cado. Il primo periodo della sua vita fu a dir poco “scellerato”, ma ad un certo punto Costantino si convertì al cristianesimo grazie ad un incontro con San Petroc.. In seguito alla conversione, morta la giovane moglie, abdicò in favore del figlio Bledric per dedicarsi alla vita religiosa. Fondò chiese, attraversò il canale di Bristol e visse molti anni come monaco in Irlanda, cimentandosi nello studio delle Sacre Scritture e ricevendo l’ordinazione presbiterale. Si ritirò in eremitaggio a Costyneston (Cosmeston), nei pressi di Cardiff, e fu anche discepolo di San Columba di Iona e di San Kentingern. Spinto da questi grandi Santi si spinse verso nord, ove fondò il monastero di Govan, ne divenne primo abate ed intraprese l’evangelizzazione dei Pitti, popolazione indigena dell’odierna Scozia. Fu in questo periodo e grazie al suo apostolato che tale paese si convertì al Cristianesimo, assumendo il nome di “Scotia”. Costantino, apostolo della Scozia, era destinato ad essere il primo martire a spargere il proprio sangue su quella terra per la sua fede nel Vangelo che andava predicando sulle pubbliche piazze: infatti il 9 maggio 576 fu trucidato a Kintyre da alcuni pagani fanatici, e le rovine di un’antica chiesa a Kilchouslan segnano ancora oggi il luogo ove con ogni probabilità il Santo spirò.
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