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S. Rodolfo Gabrielli nacque nel 1034, nel 1054 donò il suo castello di Camporeggiano a San Pier Damiani e si fece monaco benedettino nel Monastero di Fonte Avellana. Le notizie più importanti riguardo alla sua vita sono quelle relative alla sua partecipazione, nel 1059, al Concilio Romano come Vescovo di Gubbio. Aveva 25 anni ed era il primo di tre Vescovi Santi della cittadina umbra in un secolo: dopo di lui ci furono S. Giovanni da Lodi e poi S. Ubaldo. I suoi anni di episcopato furono almeno cinque. Conosciamo Rodolfo soprattutto per quello che ne scrive il suo maestro San Pier Damiani, una delle più forti personalità dell’XI secolo. Pier Damiani aveva guidato l’eremo marchigiano di Fonte Avellana: un vivaio di asceti, e tra questi l’aveva colpito il giovane Rodolfo che proprio a Gubbio avviò il risanamento, bloccando il giro di moneta intorno ai Sacramenti. La sua morte avvenuta a trent’anni interruppe quest’opera. Era il 17 ottobre 1064. Pier Damiani comunicò la morte di Rodolfo al Papa, Alessandro II, con una lettera che raccontava la vita del giovane Vescovo tra grandi lodi al suo spirito di preghiera e di penitenza, procurandogli così da subito fama di Santo. Del corpo di Rodolfo, sepolto nella cattedrale di Gubbio, non si ha più traccia dopo i lavori eseguiti nel 1670.
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