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Lo storico bizantino Simone il Logoteta racconta che Ezio e i suoi 41 compagni di martirio erano tutti capi militari deportati da Amorio, in Frigia, alla Mesopotamia a seguito dell’espugnazione della stessa Amorio da parte dei Saraceni.
Fermi nel loro credo, pur essendo stati più volte invitati ad abiurare con lusinghe e minacce, i 42 decisero di vivere fino alla fine nel credo del Signore e con dignità sopportarono il martirio e la morte avvenuta ad opera di carnefici etiopi nel marzo dell’845.
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