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Grande studioso e attivo predicatore, S. Giovanni Fisher viene descritto da un suo biografo come un buon pastore che non venne mai meno al suo gregge, ma che sempre lo nutrì con la predicazione della parola di Dio e l’esempio di una buona vita.
Condusse sempre un’esistenza austera e frugale, portava continuamente il cilicio e castigava il povero ed emaciato corpo con l’uso frequente della disciplina. L’unica indulgenza verso se stesso fu l’amore per i libri che comprava in gran numero. Teologo, scrisse molte opere in difesa della fede cattolica contro Lutero, testi che vennero utilizzati nelle discussioni del Concilio di Trento. Non esagerò quindi chi disse che la casa del Vescovo era governata con tale temperanza da sembrare un monastero, e per scienza un’università.
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