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Legato ai due fratelli Alfio e Filadelfo, San Cirino divise con essi i momenti fondamentali della sua esistenza: la conversione ad opera del catechista Onesimo, la cattura da parte del prefetto Nigellione, gli interrogatori, le torture e il supplizio finale. Mai S. Cirino ebbe un dubbio o manifestò esitazione nel proclamare la sua fede. Vero messaggero della parola di Dio (tanto che si racconta che insieme ai fratelli riuscì a convertire numerosi membri della scorta armata che li teneva prigionieri) S. Cirino sopportò tenacemente, in nome del suo credo, terribili supplizi ultimo dei quali l’immersione in una caldaia di pece bollente.
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