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Le notizie relative alla vita di San Marino provengono da Eusebio, illustre storico latino, il quale racconta che, durante il regno di Gallieno, intorno al 260, Marino, nobile e ricco ufficiale dell’esercito imperiale a Cesarea, in Cappadocia, doveva essere promosso al grado di centurione. Un suo collega, però, aspirante allo stesso onore, lo accusò come cristiano e quindi indegno della promozione. Condotto davanti al giudice Acheo, Marino confessò la sua fede ma ottenne tre ore di tempo per riflettere. Quindi venne condotto dal Vescovo Teotecno in Chiesa e davanti all’altare il Vescovo gli chiese di scegliere tra la spada e il Vangelo. Marino scelse risolutamente il Vangelo e, per questo, ritornato davanti al giudice, fu condannato a morte e decapitato.
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