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Nel Cristianesimo primitivo la parola martire era usata per designare gli apostoli, ovvero i testimoni qualificati della vita e della resurrezione di Cristo. Successivamente questo termine fu riferito a tutti coloro che attestavano la verità del cristianesimo dando prova , in circostanze pericolose, di fede incrollabile. In periodi di persecuzione l’appellativo finì per essere riservato a coloro che sigillavano col sacrificio della vita la confessione della loro fede, mentre chi aveva sofferto la persecuzione senza perdere la vita, riceveva l’appellativo di confessore.
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