Il tempo di Quaresima è il periodo ideale per riflettere sull’importanza delle opere di carità. Lo stesso richiamo inaugurale letto durante la celebrazione delle Ceneri pone l’accento sull’importanza dell’elemosina, unitamente a quella di preghiera e digiuno.
“Padre, tu vuoi che ti glorifichiamo con le opere del digiuno quaresimale, perché la vittoria sul nostro egoismo, ci renda disponibili alle necessità dei poveri, a imitazione di Cristo tuo Figlio”: così si prega nella prece eucaristica (Prefazio di Quaresima III).
Compiere un atto di carità implica quindi in primis una rinuncia all’egoismo, e non solo ai beni materiali: l’elemosina come atto di generosità nei confronti del prossimo significa donare se stessi, alle piccole avidità di cui spesso cadiamo vittime. È dimenticare a noi stessi per avvicinarci agli altri e a Dio.