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15/04/2010

SUICIDI, POVERTÁ E MALATTIE: A RISCHIO I POPOLI AUTOCTONI DEL PIANETA

Uno degli effetti più allarmanti della globalizzazione

Dai torridi deserti africani alle gelide pianure siberiane, dalle umide foreste amazzoniche alle afose steppe asiatiche, le popolazioni più antiche della Terra stanno combattendo per la loro sopravvivenza. Ma è una lotta impari. L’impatto della globalizzazione ha una forza distruttiva impossibile da contenere.
Il quadro è più che drammatico: molti indigeni sono stati privati delle loro terre e e i loro mezzi di sussistenza tradizionali si stanno dissolvendo. Al contempo, i sistemi di credenze, le culture, le lingue e gli stili di vita continuano ad essere minacciati da un reale pericolo di estinzione.
Accomunati da un legame ancestrale con la loro terra, e da un rapporto travagliato - ormai più che secolare - con la cultura omologante, questi gruppi etnici si confrontano quotidianamente con emergenze sanitarie e forme di discriminazione più o meno striscianti, l’incontenibile invasione di cantieri per l’estrazione di materie prime e la diffusione endemica di sindromi depressive. Come ricorda un recente rapporto dell’Onu, le più antiche popolazioni del mondo sono a rischio di estinzione, e sono sole. Gli altri abitanti del pianeta non si curano di quello che è un importantissimo patrimonio culturale per tutta l'umanità.


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