Il primo mercoledì delle Ceneri segna l’inizio della Quaresima: il fedele è invitato ad abbandonare il superfluo per apprezzare l’essenziale, ciò di cui davvero il nostro spirito ha bisogno per non perdersi nella ricerca di un bieco materialismo. Il gesto che simboleggia la rinuncia da parte del credente della superficialità della vita terrena è l’imposizione delle ceneri sul capo: “ricordati, uomo, che sei polvere ed in polvere ritornerai”(Genesi 3,19) è la frase rituale che il celebrante pronuncia in modo solenne e che dà l’avvio ad un cammino di conversione verso una vita nuova, quella del Cristo risorto. La riflessione personale, attenta e intima, diventa esperienza preziosa e arricchente per il fedele, che in questo importante periodo dell’anno liturgico deve tentare di riscoprire la gioia del sacrificio, non fine a se stesso, ma in vista di un messaggio universale di solidarietà. In tempo di Quaresima, il digiuno ci permette di apprezzare il silenzio, strumento importante per concentrarci su ciò di cui ciascuno non può fare a meno nella vita quotidiana, per valorizzare e meglio sfruttare le occasioni che il Signore ci dona per migliorarci. La profondità dei nostri pensieri risalta maggiormente se riusciamo a distaccarci dai problemi di tutti i giorni o perlomeno a tentare di inserirli in un disegno più ampio, che li trascenda. Chiunque si sforzi di rinnovarsi intensamente si fa portatore della forza che Dio ci garantisce: a Lui affidiamo i nostri dubbi, le nostre speranze, le preghiere per poter assaporare nella riflessione questo momento di penitenza e di nuova vita. Durante la Quaresima al credente è dunque offerta la possibilità di smussare i propri egoismi e di elevarsi alla contemplazione di una vita spirituale più autentica, proiettata verso una maggiore disponibilità alla parola di Dio.