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27/01/2006

IL MESSAGGIO DI SAN FRANCESCO DI SALES

San Francesco di Sales nasce nel 1567 a Thorens Glieres, un paesino vicino a Annecy. Il padre è un uomo onesto, responsabile, con un marcato senso del dovere; la madre è una donna generosa, premurosa e umile.
La cappella di famiglia è il luogo che fa da sfondo a un evento cruciale della vita di Francesco: ha una visione, in cui si annuncia la fondazione di un ordine, la Visitazione, e si chiedeva a lui di esserne l’artefice e la guida spirituale.
Inizia così il suo percorso religioso e spirituale, che lo porta alla consacrazione a Vescovo di Ginevra nel 1602. Di questo momento egli ricorda: “Quando fui consacrato vescovo, Dio mi tolse a me stesso per prendermi tutto per sé, poi mi dette al popolo, cioè egli mi convertì dall’essere per me stesso all’essere per gli altri”. Questo messaggio di amore incondizionato per il prossimo e di abbandono senza riserve alla volontà di Dio segna tutta la sua vita.
Il suo impegno nella difesa del cattolicesimo dalla minaccia rappresentata dal calvinismo è tenace. Egli esorta i canonici e i fedeli a non demordere: “È per mezzo della carità che dobbiamo smantellare le mura di Ginevra, per mezzo della carità che dobbiamo invaderla, recuperarla”.
Ogni conquista per Francesco deve essere frutto dell’amore.
Scrive il “Filotea o introduzione alla vita devota”.
Insieme al senatore Antonio Favre, suo amico e confidente, fonda l’Accademia Florimontana, un’istituzione mirata al dialogo tra fede e cultura. Qui scrive il “Teotimo”, un trattato sull’amor di Dio.
Il 6 giugno 1610 nella cappella della casa detta “La Galerie” tre ragazze, Jaqueline Favre, Giovanna di Chantal e Carlotta Brecharad iniziano la prima esperienza di vita comunitaria religiosa ispirate dal messaggio di Francesco di Sales ed esattamente un anno dopo fanno la prima loro promessa e professione religiosa.
Francesco durante i cosiddetti “trattenimenti spirituali”, conversazioni amichevoli con le prime suore della Visitazione, spiega loro il significato della consacrazione religiosa e risponde alle loro domande.
Il cuore dell’opera salesiana di Francesco è una chiesa restaurata, chiamata Sainte Source, Santa Sorgente. Qui dal 1612 prende nome e forma la consacrazione delle monache visitandine.
Con la sua testimonianza San Francesco di Sales si fa portavoce ancora oggi di uno stile di vita cristiana autentico e del carisma che emerge con forza nell’opera missionaria salesiana.
“Ricordati che la vera e viva devozione esige l’amore di Dio, anzi, non è altro che un vero amore di Dio. Non un amore genericamente inteso …, bensì quello che è congiunto a un tale livello di perfezione, per cui non soltanto ci dà la forza di comportarci bene, ma ci spinge a fare il bene con cura, spesso, con prontezza e generosità. … E’ una specie di agilità spirituale, per mezzo della quale noi agiamo sotto la spinta della carità con disponibilità e affetto”.


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