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01/01/2006

Pakistan

Tra conflitti e tragedie

Il Pakistan(che letteralmente significa “terra dei puri”)è un paese dalla storia antica e travagliata. Le tracce antiche delle civiltà della valle dell’Indo risalgono infatti al XXIII sec A.C. e nei secoli successivi il territorio dell’attuale Pakistan fu controllato da ricche e potenti dinastie che si arricchirono grazie al controllo del commercio dell’oro e della seta da oriente a occidente. Tra il XVI e il XVII secolo la dinastia moghul riportò lo stato all’ortodossia islamica. Il XIX secolo fu caratterizzato dal rafforzarsi del potere religioso e militare del regno, che presto entrò in conflitto con il potere coloniale inglese che nel 1849 sconfisse definitivamente l’esercito locale annettendo il territorio al loro impero. La crescita del sentimento nazionalista in seno all’India britannica  e l’esacerbarsi dei conflitti tra musulmani e hindu portarono nel 1948 alla separazione dei territori indiani  dal Pakistan orientale (l’odierno Bangladesh)  dal Pakistan Occidentale (l’attuale Pakistan). Questa suddivisione fece scaturire una nuova serie di conflitti con l’India per il controllo del  territorio del Kashmir. La situazione di tensione non si alleviò neanche in seguito alla proclamazione della Repubblica Islamica del Pakistan nel 1956, e due anni dopo la costituzione venne abrogata per instaurare un regime dittatoriale di tipo militare. Da allora il Pakistan ha continuato, in una forma o nell’altra a rimanere in uno stato di emergenza caratterizzato da conflitti con gli stati vicini e dal violenze interne.
Attualmente il Pakistan si trova in una condizione economica disastrosa, ulteriormente aggravata dal disastroso terremoto che ha colpito il Kashmir pakistano l’8 ottobre 2005, causando circa 50.000 vittime e troncando importanti vie di comunicazione. In questa situazione drammatica la solidarietà alle vittime è resa ancora più complicata dalla generale instabilità del paese e dall’aumento degli episodi di violenza che lacerano la società pakistana.


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