Le piogge monsoniche che un mese fa hanno iniziato a cadere incessantemente sulle regioni nord-occidentali del Pakistan stanno attualmente flagellando anche le aree merdidionali del Paese, fino ad ora risparmiate dalle devastanti inondazioni che hanno causato nella regione settentrionale di Peshawar circa 1.600 vittime. Oltre 20 milioni di persone colpite in modo diretto, di cui circa 5 milioni di senzatetto. Coltivazioni, ponti, ferrovie, case, sono stati spazzati via dalla furia distruttrice delle inondazioni, lasciando i superstiti in condizioni disastrose. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha denunciato il repentino peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie dell’intera area, ora considerata a rischio epidemie. Sono stati segnalati focolai di colera e la possibilità di diffusione è di patologie gastro-intestinali, difficilmente arginabili in situazioni di emergenza come questa, è altissima. Alla gravità naturale dell’emergenza si unisce la strutturale debolezza del paese, da anni segnato da numerosi problemi di carattere politico, religioso e climatico.