EMERGENZA SIRIA

La guerra senza fine

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SITUAZIONE

Da tre anni la Siria è dilaniata da una cruenta guerra civile. Ad oggi il conflitto non accenna ad affievolirsi: combattimenti, disordini e violenze continuano ad insanguinare il paese lasciando la popolazione in una condizione di totale incertezza e insicurezza. Molte famiglie hanno perso il lavoro e la casa, e i beni di prima necessità scarseggiano. Mancano cibo, elettricità, medicine e in qualche zona anche acqua e combustibili.
In base agli ultimi dati forniti dalle Nazioni Unite, il bilancio generale della situazione ha assunto dimensioni spaventose, tanto che si parla di crisi umanitaria di proporzioni catastrofiche.
Sono oltre 100 mila le vittime tra i civili; 2 milioni e mezzo i profughi; 9 milioni e 300 mila le persone bisognose di assistenza umanitaria; 6 milioni e mezzo i profughi interni. Circa la metà dei rifugiati sono bambini e la maggior parte ha meno di 11 anni.
La Siria ha raggiunto così un triste primato: è diventata il primo paese al mondo per numero di migranti forzati.
Problematica è anche la situazione dei paesi vicini, Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto, che devono gestire un enorme e incontrollato afflusso di profughi, spesso in zone totalmente prive di infrastrutture e con una pressione insostenibile sulle risorse locali.
Internamente l’area più critica rimane quella del sistema sanitario che è praticamente al collasso. Due ospedali su tre sono distrutti o inutilizzabili come quasi il 40% delle strutture mediche di base, mentre moltissimi medici hanno abbandonato il paese.
Ugualmente allarmanti sono i disastrosi effetti del conflitto sui bambini e sui giovani. Quasi 3 milioni di bambini non frequentano regolarmente la scuola. Un quinto degli edifici scolastici è stato distrutto, danneggiato o utilizzato per scopi non educativi.
Un’intera generazione è a rischio non solo a causa del sistema scolastico bloccato e inattivo, ma soprattutto per la totale mancanza di prospettive per il futuro.

I SALESIANI AL FIANCO DEL POPOLO SIRIANO

I Salesiani di Don Bosco, che operano nelle città di Damasco, Aleppo e Kafroun, sono rimasti al fianco della popolazione in difficoltà, portando avanti attività di sostegno alle famiglie di sfollati. Provvedono al loro sostentamento, le aiutano a trovare un alloggio, generi alimentari, vestiario, materiale didattico e medicine. Cercano di offrire loro, per quanto possibile, una condizione di vita più sicura e serena.
In quest’ottica, ogni sera le comunità salesiane aprono le loro porte per accogliere, nello spirito di famiglia, tutti quelli che lo desiderano, scambiando momenti di fraternità, di sostegno reciproco e di preghiera condivisa.

Guarda la testimonianza di Don Hanachi M., missionario a Damasco

LA SFIDA PIÙ GRANDE È L’EDUCAZIONE DEI GIOVANI

L’attenzione maggiore rimane concentrata sui bambini e sui ragazzi. Ancora oggi la sfida più grande per i Salesiani rimane l’educazione della gioventù.
Anche se molte scuole e strutture educative, soprattutto ad Aleppo e a Damasco, sono state utilizzate per accogliere gli sfollati provenienti dalle campagne e dai quartieri più colpiti dagli scontri, i Salesiani cercano di ristabilire un minimo di normalità nella vita dei bambini e dei ragazzi, promuovendo attività ricreative ed educative. Il loro desiderio più grande è restituire alla gioventù siriana la speranza e la fiducia nel domani, come ha dichiarato Don Munir El Rai, Ispettore in Medio Oriente.

Guarda il messaggio di Don Munir, Ispettore in Medio Oriente

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Qualsiasi donazione di 10, 20 o 50 € è fondamentale per aiutare i Salesiani a continuare l’opera di assistenza e di aiuto materiale di prima necessità alle famiglie bisognose e a promuovere le attività educative per i bambini e i ragazzi. 
Con il tuo aiuto possiamo fare molto… possiamo aprire uno spiraglio di speranza per il popolo siriano.

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