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SITUAZIONE

In Nigeria, Liberia e Sierra Leone si sta consumando una vera e propria crisi umanitaria.
Il virus dell’Ebola si sta diffondendo rapidamente nell’Africa Occidentale. Nonostante gli sforzi la situazione sembra essere fuori controllo, e ci si prepara al peggio. Il numero totale di casi confermati è salito a 4.269, con 2.288 decessi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce che questa emergenza potrebbe superare i 20mila casi.
In particolare, secondo gli ultimi dati statistici, in Liberia si sono verificati 1.386 casi e 754 morti, in Sierra Leone 1.050 casi e 392 morti e in Nigeria, dove la diffusione del virus è più limitata, 16 casi, di cui 12 confermati, e 7 morti.
Il Ghana, rimane l’unico Paese dell’Africa Occidentale dove non si sono presentati casi di ebola.
Gli esperti sono convinti che il numero reale di malati potrebbe essere doppio o addirittura quadruplo rispetto ai numeri attuali, la loro principale preoccupazione è che la situazione possa sfuggire di mano.
Le conseguenze dell’epidemia sono gravissime, e non solo sanitarie, ma anche sociali, economiche e politiche.
Molti ospedali sono chiusi, alcuni medici ed infermieri sono riluttanti a presentarsi al lavoro per paura di essere contagiati, altri sono sfiniti, ma continuano a morire prendendosi cura dei malati. Mancano le medicine e molti malati non vanno in ospedale per paura di contrarre il virus e spesso muoiono in casa per malattie curabili. I prezzi dei medicinali, dei disinfettanti, del materiale sanitario sono notevolmente aumentati e alcuni generi alimentari scarseggiano. I confini sono chiusi, e tante città sono isolate. Il crimine e la delinquenza stanno aumentando, ed è stato stabilito il coprifuoco per riportare ordine.

I SALESIANI AL FIANCO DELLA POPOLAZIONE

“For you I’m study, for you I’m working, for you I’m ready even to give my life”
I Salesiani sono al fianco della popolazione e, fortemente motivati da un sentimento profondo che li lega alla loro missione, mettono a disposizione le loro energie, le loro risorse per portare sollievo e conforto a chi soffre e per prevenire la diffusione dell’infezione attraverso l’informazione. Offrono non solo aiuto materiale e spirituale, ma la loro stessa vita come ha fatto coraggiosamente Don Bosco mettendosi al servizio dei malati durante l’epidemia di colera che nel 1854 decimò la popolazione di Torino (con 2.500 casi, 1.400 morti), soprattutto nella periferia dove l’oratorio di Valdocco era situato.
In Sierra Leone, il governo ha chiesto ai Salesiani la loro disponibilità per prendersi cura di bambini orfani di genitori morti di ebola. I missionari di Don Bosco hanno deciso così di organizzare il centro di accoglienza “Interim Care Centre” che ospiterà 120 bambini. Le attività del centro prevedono terapie di riabilitazione attraverso musica, sport e giochi, consulenza, animazione.
Nel frattempo stanno studiando le possibilità, le risorse e i rischi dell’intervento, pianificando e coordinando progetti e programmi con l’Unicef, il Ministro della Salute e Medici Senza Frontiere.
Inoltre portano avanti la loro missione, confortando e sostenendo i giovani e le famiglie che vivono quotidianamente nella paura e nel dolore.
In Liberia invece, i Salesiani stanno organizzando un programma alimentare per aiutare 500 famiglie e provvedono a fornire materiale sanitario (guanti, disinfettanti a base di cloro, maglie dalle maniche lunghe,…) necessario per la prevenzione.
Diversa è la situazione in Nigeria dove la diffusione del virus sembra essere sotto controllo; qui i missionari salesiani sono impegnati nella sensibilizzazione e nei programmi di educazione alla prevenzione.
Infine, il Ghana è il principale centro di prevenzione; i Salesiani che operano in loco, stanno portando avanti una capillare opera di informazione attraverso video, audio, posters, banner, volantini e messaggi telefonici per istruire la popolazione.
 

LA SFIDA CONTRO L'EBOLA

Per la malattia non ci sono né vaccino né terapia specifica. Solo un intervento precoce, appena si manifestano i sintomi, può diminuire il rischio di morte. Ecco perché l’unica speranza è creare consapevolezza e comportamenti corretti in tempo. È una sfida per i governi che non hanno i mezzi adatti per affrontare emergenze di questo tipo. È un impegno alla solidarietà internazionale. E per i missionari salesiani è una lotta contro il tempo, per impedire la diffusione del virus attraverso la prevenzione.
 
Molti sono i segni di speranza e di eroismo in tanta disperazione: moltissimi giovani partono da villaggi lontani per fare prevenzione, medici ed infermieri non esitano a rischiare la loro vita attendendo pazienti malati di Ebola, i poveri mettono in compartecipazione i loro beni con altri poveri e con coloro che hanno fame.

L’informazione corretta è il primo modo per prevenire il diffondersi dell’epidemia. È importante ricordare che numerose persone sono sopravvissute all’infezione e sono riuscite a riprendersi completamente. Questo è un segnale positivo per la popolazione!

AIUTACI

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INTERVIENI SUBITO E AIUTACI A FERMARE L’EBOLA!

CON 10,20,50 euro I NOSTRI MISSIONARI POSSONO AIUTARE LE POPOLAZIONI COLPITE E PREVENIRE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS.

Inviaci la tua offerta specificando la causale: Emergenza Ebola (Cod. 20622)

 

Per approfondire:

Piano di Azione per affrontare l'Emergenza Ebola

Uno sguardo preoccupato alla Sierra Leone